venerdì 7 aprile 2017

sabato 20 febbraio 2016

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Selahattin Yolgiden


il dio di ognuno è dentro di sé

il viso è lo spirito del corpo*, signor Antoine
ecco perché restiamo a osservarci
ecco perché abbiamo gli occhi sul viso

non creda a chi le dice che
il tempo guarisce tutte le cose
perché sulle rive deserte dell'inverno
nelle case dalle lampade accese
nel punto più riposto
abbiamo ammazzato il tempo
e un morto non guarirà mai nessuno

abbiamo dimenticato, e ancora ricordato
eretto templi di menzogne a noi stessi
creduto che fossero sacri
signor Antoine, mi capisca
tutti sono profeti per se stessi
e il dio di ognuno è dentro di sé

l'io di ciascuno è solo per sé...


*Wittgenstein



dalla Rivista Atelier 

http://www.atelierpoesia.it/portal/it/





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venerdì 24 aprile 2015

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il femminile di sole
è sola -
il cento perde gli occhi
quando è uno -
il giorno finisce sempre con un no
e questo no si unisce a te -
se non ci fosse il lume della voce
sarebbe bu -
io -
venti -
spa.









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mercoledì 22 aprile 2015

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giocavi con le parole -
e vincevi -
fissavo le parole
e scendevo -
tu
spegnevi la luce -
io
tenevo gli occhi aperti -
petto a petto col soffitto -
la notte butta il suo nero -
tu
la saliva mentre dormi -
petto a questo -
e sfiato.









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lunedì 20 aprile 2015

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da queste parti
l'infinito è subito dietro le parole -
e sulle parole meglio non poggiare niente -
nemmeno il pensiero di te
che dormi
al sicuro -
al sicuro lontano da me -
che mi affaccio dalle parole
su altre parole -
vuote come uova succhiate:
il giallo -
il rosso -
del discorso che mi è scivolato dentro -
il bianco dove mi sono sbattuta -
da queste parti di finito è il corpo
visitato dai medici -
dal freddo -
dalla lite che cerca legna -
dal tempo che si stringe -
che si brucia -
si butta -
si ora.










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venerdì 17 aprile 2015

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mi volevi insegnare a partire -
la vita sembrava una prova di saluti -
era sempre l'ultima volta
e mai la buona -
ho imparato l'abisso
e che può essere grande quanto una cartolina -
che una lingua madre può invecchiare
e sconfinare nei figli -
che il corpo può pronunciare parole
che non si dicono mai -
mi hai insegnato
che non stiamo -
che ad andare e tornare ci si mette una vita -
e a fermarsi lo stesso.














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venerdì 27 marzo 2015

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mi chiedo se il mio cane è felice
di vederci tornare come nuvole al cielo
in questa parte di cielo -
se il suono delle chiavi le muove la coda
come fa il vento alla tenda -
mi chiedo se quando sorride
sorride alla mia testa sempre coperta
o alla mia voce da pagliaccio -
se quando mi inginocchio
crede le somigli e a qualcuno obbedisco -
cosa sente quando la sera le tolgo il collare
e ci prepariamo ad una notte più bastarda di noi -
se quando mi vede scrivere
mi vede grattare -
mi chiedo se qualche volta pensa di scappare
o si morde l'istinto -
se il tempo è un altro osso da spolpare e nascondere -
mi chiedo se quando mi dà la zampa
è per restare vicine
o per passarmi l'universo.







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giovedì 26 marzo 2015

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Bisogna cercare a lungo nel foglio
l’orecchio del foglio –
quando lo trovo
mi pare di trovarti
nel buio prima del giorno –
nel buio in mezzo al giorno –
nel buio che mi lascia il sole
nell'occhio –
e quel che mi sembra scuro delle parole
invece è il chiaro incerto
che sia un abisso –
che qualcosa finisca
dove comincia lo strafoglio.


mercoledì 25 marzo 2015

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Quando piove
la gente ha fretta –
la gente scappa –
la pioggia vuole essere lasciata sola?
mi domando dal finestrino –
o non sappiamo far sbocciare ombrelli?
né essere funghi.
















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